Il Nuovo Modello 231: da semplice scudo penale a sistema di governance per le imprese: la Tavola Rotonda promossa da EAV

Data:
24 Aprile 2026

“Il Nuovo Modello 231: da semplice scudo penale a sistema di governance per le imprese” è il tema della Tavola Rotonda organizzata da Ente Autonomo Volturno, che si è tenuta oggi a Napoli nella sede di rappresentanza di palazzo Giovene di Girasole.
Ai lavori, introdotti e moderati dal presidente di Eav, Umberto De Gregorio, hanno partecipato Giuseppe Busia, Raffaele Cantone, Francesco Sciaudone, Alberto De Chiara, Sergio Cosentini e Mario Casillo.
In apertura, De Gregorio ha offerto ai relatori, ed all’affollata e qualificata platea, una serie di interrogativi che hanno alimentato il dibattito: “in che misura l’evoluzione del modello 231 sta modificando l’equilibrio tra responsabilità individuale e responsabilità dell’ente nel sistema penale?”; “si può ancora parlare di funzione prevalentemente difensiva del modello 231, oppure sta emergendo una funzione ‘proattiva’ nella prevenzione dei reati?”.
A partire da queste domande, gli interventi dei relatori: il Presidente di Anac, Giuseppe Busia, presidente di Anac, ha posto l’accento sulla prevenzione dei rischi corruttivi nelle aziende: “va gestita non come adempimento burocratico, per difendersi da possibili sanzioni, ma come volàno per favorire una gestione trasparente e più efficiente e, così, garantire il miglior perseguimento dei fini aziendali, sia dentro che fuori l’organizzazione. Occorre per questo mettere a sistema i diversi strumenti normativi. Prima e, più delle regole, conta però la maturazione di una solida cultura della trasparenza e della buona gestione a tutti i livelli dell’organizzazione”.
Raffaele Cantone, neo procuratore della Repubblica di Salerno (è previsto per lunedì prossimo il suo insediamento nel nuovo Ufficio), sollecitato da Umberto de Gregorio, ha evidenziato “le ambiguità di fondo del Modello 231”, pur riconoscendo che “l’introduzione di alcune norme di carattere civilistico abbia consentito agli Uffici giudiziari di poter procedere nei confronti di presunti responsabili che, con il loro comportamento omissivo, si sono resi responsabili di incidenti ed infortuni sul lavoro”.
Sempre in tema di Trasparenza si è quindi soffermato Mario Casillo, vice presidente della Giunta regionale della Campania: “Come amministratori, all’atto del nostro insediamento, ci siamo posti il tema del contenimento dei costi delle Opere Pubbliche: Non è più possibile che un’opera, in fase di esecuzione, lieviti anche quasi fino al 50 per cento perché, e lo dico da tecnico, non può essere solo aumento dei materiali. E’ da qui che bisogna partire per invertire la rotta”.
Francesco Sciaudone, managing partner GA Alliance, ha posto l’accento sulla necessità che “le Aziende comprendano fino in fondo come il modello 231 sia lo strumento più adatto per migliorare la governance, a patto però che il legislatore dia certezze sulle regole del gioco, garantendo un quadro normativo coerente”.
Alberto De Chiara, associato di Diritto Amministrativo all’Università Vanvitelli, ha illustrato i dati di una recente ricerca, effettuata dal suo Dipartimento, che ha evidenziato “le particolari specificità delle aziende pubbliche che non sempre hanno realizzato una reale integrazione tra i vari strumenti a loro disposizione”, perché – ha continuato – “la recente Direttiva europea anticorruzione crea le condizioni affinché le aziende possano attenersi a quanto statuito dall’art. 97 della Costituzione, e cioè il raggiungimento del pareggio di bilancio”.
Sergio Cosentini, infine, presidente OdV EAV, ha chiarito come : “Il modello 231 non può più essere considerato un semplice adempimento formale, ma deve diventare un elemento strutturale della governance aziendale. In questo contesto, l’Organismo di Vigilanza assume un ruolo strategico, garantendo tracciabilità, coerenza e continuità dei controlli. Un modello è efficace quando è realmente integrato nei processi aziendali e in grado di prevenire e gestire i rischi. In definitiva, la compliance non si valuta sulla carta, ma sulla sua capacità di reggere davanti a un giudice.”